lunedì 23 aprile 2012

a casa di Silvana Gandolfi

Silvana Gandolfi e' con Bianca Pitzorno e Roberto Piumini tra i migliori scrittori per ragazzi che ci siano in Italia oggi. E' nata nel 1940, e' alta, magra, ha i capelli ricci e gli occhi vivaci. Ci ha accolto nella sua casa dietro piazza Navona: saliti quattro piani di scale strette e senza ascensore si arriva in una stanza luminosa con sopra un soppalco, un cucinino nascosto da una porta scorrevole. Mentre Carlo preparava la telecamera ci siamo messe a parlare di libri: lei aveva appena finito Vedi alla voce amore ed era rimasta colpita dalle pagine su Bruno Schultz, io le ho consigliato A un cerbiatto somiglia il mio amore. L'intervista e' partita da Io tra gli spari, il suo libro dedicato alla mafia, che e' stato premiato in Francia. La storia di un bambino che aveva assistito all'omicidio del padre e del nonno le e' stata riferita da un magistrato: ne e' rimasta molto colpita, pensava che bisognasse scriverne, non pensava di farlo lei che aveva sempre scritto romanzi di fantasia. Poi lo ha fatto, studiando libri su libri sull'argomento, subissando di domande quel magistrato suo amico e lo ha fatto bene. Abbiamo parlato del Club degli amici immaginari, il suo libro più recente, con cui e' tornata a una storia di pura immaginazione con tanto di sirene e cannibali, della sua passione per i viaggi in paesi lontani. Le ho chiesto alla fine la sua ricetta per un libro che possa interessare i ragazzi. Non seguire la moda del momento, niente fantasy, piuttosto un po' di mistero, un'esplorazione, un'avventura e dei personaggi credibili, preferibilmente un po' impopolari, con un difetto fisico, una difficoltà da superare. A telecamera spenta abbiamo continuato a parlare fitto fitto di libri: si e' ricordata del primo Dostoevsky comprato di nascosto a undici anni, attirata dalla copertina trucida con l'assassino con l'ascia, dei suoi tre fratelli che la prendevano in giro perché non faceva che leggere. E' stato un bellissimo incontro.

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