domenica 22 aprile 2012

Cosa piove dal cielo


il Roberto di Cosa piove dal cielo va ad allungare la lista dei cuori in inverno raccontati dal cinema: e’ un uomo chiuso a riccio nella sua esistenza abitudinaria e il ronzargli intorno periodico di una giovane donna esplicitamente desiderosa di lui lo turba ma non abbastanza da smuoverlo. Ogni giorno apre il suo negozio di ferramenta e riceve i suoi radi e noiosi clienti, ogni giorno si cucina i suoi pasti di carne (siamo a Buenos Aires), ogni giorno cerca su giornali locali notizie per una sua collezione di ritagli, ogni giorno spegne la luce alle 23 in punto. E’ devoto solo alla mamma morta alla sua nascita: in una vetrina aggiunge ogni anno un oggetto di vetro a quelli che lei raccoglieva. A scardinare le sue certezze sara’ un ragazzo cinese scaraventato giu’ da un taxi. Roberto ha un animo buono, non puo’ non dargli un asilo temporaneo, una volta scoperto che parla solo la sua lingua e cerca uno zio sparito nel nulla. La convivenza si prolunga e Roberto perde la pazienza: cacciare di casa il cinese, pentirsi, andarlo a cercare, farsi raccontare la sua storia terribile e paradossale aiuta finalmente il protagonista a scrollarsi di dosso le paure di cui si e’ nutrito per anni. Non possiamo metterci al riparo da nulla, possiamo solo vivere e l’unica cosa per cui vale la pena farlo e’ amare, stare con gli altri, o almeno provarci. Che bel film questo di Sebastián Borensztein, che bravo attore e’ Ricardo Darín.

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