venerdì 13 aprile 2012

Davide Enia al Piccolo Eliseo

sul palcoscenico Davide Enia si sente a casa sua. Ci aspettava impaziente. Carlo ha montato la sua telecamera sul cavalletto, lui ha comunicato al suo musicista quali brani del suo libro Così in terra intendeva leggere ed e' partito a recitare e a cantare. Tra una lettura e l'altro mi guardava felice del mio apprezzamento. Uno spettacolo tutto per me, prima che arrivasse il pubblico vero. Così in terra racconta di Davidu', un ragazzino di Palermo che si cimenta con il pugilato sulle orme del padre morto prima che lui nascesse. La narrazione si dipana tra presente e passato, tra le bombe della mafia e quelle della seconda guerra mondiale. E' un libro pieno di personaggi e pieno dei dialoghi tra di loro.  E' scritto in una lingua inventata, un po' italiano un po' siciliano, una lingua carnale che e' bello sentire dalla bocca del suo autore. Carlo, siciliano anche lui, ma di Agrigento, era entusiasta; di solito per rai educational gli tocca riprendere noiosi monologhi di professori, qui aveva davanti un conterraneo creativo, un palco, la luce, la musica: pane per i suoi denti di videomaker. Il punto più alto e' stata l'ultima lettura: il discorso dello zio Umbertino al prete che deve mandargli clienti per la sua palestra, un crescendo parossistico di confuse nozioni di cristianesimo, volto a certificare la fede cristiana. Geniale e divertentissimo

3 commenti:

Anonimo ha detto...

come nekrosius, un sopravvalutato.

volevoesserejomarch ha detto...

no, tutto il contrario di nekrosius: una persona gentile. Mancava solo che ci offrisse i cannoli. Solo per avere visibilità'? La gentilezza e' sempre preziosa.

Anonimo ha detto...

conosciuto quando era giovane e sconosciuto era modesto e simpatico. un anno dopo salutava a fatica