mercoledì 4 aprile 2012

Il vecchio pozzo


due eccentrici maghi: cosi’ descrive i suoi genitori la scrittrice ungherese Magda Szabo’ in Il vecchio pozzo, romanzo in cui evoca la propria infanzia e la propria famiglia. Magda e’ una bambina malaticcia, spesso costretta a letto, che gode pero’ di grandissima attenzione da parte della madre e del padre. Entrambi scrittori mancati, poveri, colti e ricchi di fantastia, i due costruiscono intorno alla figlia un universo fatato, in cui gli oggetti e le persone sono polidimensionali, rimandano ad altro. La sera a casa Szabo’ si passa raccontando: “per forgiare gli eroi delle fiabe in parte inventavamo, in parte attingevamo ai nostri stessi caratteri, a parenti, amici, nemici, quando uno dei tre doveva iniziare la storia, gli altri lo aiutavano con precisazioni, lo sostenevano con consigli, e la trama si ampliava”. Una parente decide di prendersi in casa la piccola Madga per una villeggiatura. Lei, offesa perche’ si e’ sentita definire  troppo magra e bruttina, si vendica sforbiciando tutte le sedie di un prezioso salotto: ottiene cosi’ di essere rimandata subito da suoi. E’ un libro magico Il vecchio pozzo: chiunque abbia vissuto un’infanzia senza molti accadimenti, ma piena di letture e fantasticherie ci ritrova un pezzo di se’. Una prosa davvero bellissima.

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