domenica 29 aprile 2012

La porta

nel raccontare il travagliato rapporto tra una scrittrice e la sua donna delle pulizie, Magda Szabo' affronta temi cruciali della convivenza umana, come il rispetto dell'altrui volontà, la devozione, la sincerità, la coerenza, i limiti dell'amore. Emerenec, la portinaia tuttofare, dotata di un'incredibile forza fisica, di un'intelligenza vivissima e di un'ostinazione feroce e' una creatura mitologica con cui e' quasi impossibile avere a che fare. Persino gli animali ne sentono il carisma: il cane Viola e' il suo più fedele adepto, ne asseconda ogni desiderio, subisce da lei senza protestare qualunque punizione, anela solo alla sua vicinanza. La scrittrice fatica ad essere all'altezza dell'amicizia che poco alla volta Emerenc le concede come privilegio esclusivo: e' l'unica ad aver messo piede nella casa che tiene sbarrata, l'unica a conoscere i particolari della sua tragica infanzia, ma sa che e' molto facile deluderla, ferirla, scatenare la sua ira. Emerenec fa della sua autosufficienza, del suo prodigarsi per gli altri, la sua ragione di vita; quando si ammala e' pronta a morire pur di non chiedere aiuto a nessuno. E' il secondo libro che leggo di questa grande scrittrice ungherese e, come nel caso del suo volume autobiografico Il vecchio pozzo, mi colpisce la capacita' che ha la sua scrittura di suscitare echi profondi in chi legge, come se i personaggi da lei descritti non fossero creature di carta, ma parti oscure di noi.

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