lunedì 9 aprile 2012

Le vergini suicide

nella mia scoperta di Jeffrey Eugenides sono partita dalla Trama del matrimonio per poi risalire a Middlesex fino a Le vergini suicide che lo scrittore di origini greche ha scritto a trentatre’ anni. La mia pasquetta e’ stata completamente assorbita dalla lettura della storia del suicidio multiplo delle sorelle Lisbon. Un noi maschile racconta la vicenda: sono i coetanei delle ragazze, i compagni di scuola che ronzano loro intorno, attratti dalla loro bellezza, ma ancor piu’ dalla segregazione che subiscono per opera di una madre ottusa, spaventata non si sa da che. C’e’ una villetta trasandata, c’e’ un padre inerme che fa il professore nel liceo delle figlie, c’e’ un’ambulanza che si specializza nel macabro compito di intervenire dopo i suicidi tentati o quelli riusciti; c’e’ un piccolo centro che non parla d’altro, e poi ci sono loro: Cecilia, Mary, Therese, Bonnie e Lux, diversissime, ma unite tra loro da qualcosa che non si capisce. E’ un libro che suscita mille domande e non da’ neanche una risposta. C’e’ dentro uno spaccato di vita americana, dei suoi riti, delle sue ipocrisie, c’e’ il mistero dell’adolescenza femminile con i suoi furori e i suoi slanci, c’e’ una famiglia da incubo che colpisce per la sua scialba normalita’, e c’e’ lo sguardo originalissimo dello scrittore che si moltiplica in tanti punti di vista, curiosi ma non troppo coinvolti. Ora non mi resta che andarmi a cercare il film di Sofia Coppola, chissa’ come ha letto lei questo libro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ti piacerà moltissimo anche il film, certo... ti scava dentro...