domenica 1 aprile 2012

Il negativo dell'amore


leggendo il primo romanzo di Maria Paola Colombo non puo’ non venire in mente la Solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano: anche qui i protagonisti sono due bambini, un maschio e una femmina, feriti dalla vita; anche qui i due crescono e finiscono per incontrarsi; anche qui il lettore sta in pena per loro, li vede sempre sull’orlo di un precipizio; anche qui c’e’ un certo indulgere su aspetti un po’ schifidi (nel romanzo di Giordano la scena della gomma da masticare sporca che la ragazzina era costretta a mettere in bocca dalle sue compagne di scuola, qui quella in cui Cica si bagna con l’acqua putrida della latrina perche’ ha la fobia della doccia che le somministrano le suore). Maria Pia Colombo ha raccontato di aver scritto dei racconti e di essere stata indirizzata  verso il romanzo dalla casa editrice, colpita dal suo stile, ma preoccupata perche’ il genere racconti non incontra il favore del pubblico. Dietro Il negativo dell’amore c’e’ il sapore di un prodotto editoriale confezionato ad arte ed e’ un peccato perche’ Maria Paola Colombo sa scrivere e certi brani del suo romanzo arrivano dritti al lettore. La storia di Walker, per esempio. Waker e’ un bambino down e viene chiamato cosi’ per la sua fissazione per il personaggio di Walker Texas Ranger: la prima volta che lo incontriamo e’ in spiaggia con i suoi e la descrizione della nonna pesantemente sdraiata sulla sedia, del nonno affettuoso, dell’attrazione di Walker per Costumino rosa, della mamma Maria Rosa che allatta la piu’ piccola, del fratello Angelo geloso e’  molto bella e realistica. Altra scena di grande efficacia e’ quella al maneggio: mentre Walker cavalca il suo adorato Fulmine, sua madre chiacchiera con le madri di altri due bambini con problemi e Angelo, che si sente trascurato, spara con una pistola a pallini al cavallo, arrivando a un passo dal causare una tragedia. Mentre la storia di Walker e della sua famiglia che, con impaccio ed amore, fa i conti con la sua diversita’ colpisce per i toni autentici, quella di Cica e’ cosi’ estrema da risultare forzata. Ha perso la mamma che voleva morire con lei, vive con un padre ingegnere che e’ lo stereotipo della categoria, tutto lavoro, abitudini e insensibilita’; sta per finire nelle grinfie di un pedofilo, ma viene salvata da un cane; scopre la lettura grazie a una vicina gentile, poi la perde di vista; detesta le compagne di classe galline; e’ superintelligente, chiusissima e un po’ carogna. La diversa consistenza dei due personaggi si misura dai loro dialoghi: tanto suonano plausibili le frasi di Walker, che vede un mondo semplificato, tanto stride il linguaggio sarcastico di Cica. Sono arrivata a questo libro sulla scorta di un blog di cui mi fido molto; per una volta sono rimasta un po’ delusa da una sua entusiastica segnalazione.

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