mercoledì 23 maggio 2012

Adam Bede

amo George Eliot almeno quanto Jane Austen e Middlemarch è uno dei miei libri preferiti. Adam Bede, il suo primo romanzo del 1859, pur non essendo un capolavoro, si legge d’un fiato; si apprezza non solo per il suo intreccio ricco di colpi di scena, ma anche per quello che viene solo lasciato intuire. Come nei Promessi sposi c’è Arthur, un signorotto che mette gli occhi su Hetty, una bellissima ragazza del popolo; lei è venerata da Adam, il Renzo della situazione, ma invece di ricambiare i sentimenti del meritevole giovane, è attratta dalla ricchezza e dallo charme del suo altolocato corteggiatore. Quando Adam incontra per caso Hetty e Arthur abbracciati, picchia il suo amico d’infanzia e lo costringe a scrivere alla ragazza la verità riguardo alla mancanza di futuro della loro relazione. Arthur parte e Hetty, distrutta, acconsente a sposare Adam. Prima delle nozze però scopre di essere incinta e senza dire niente a nessuno fugge alla ricerca di Arthur. Le andrà molto male. Ci sono due personaggi secondari: Dinah, una predicatrice metodista che è tanto seria e dedita al prossimo quanto Hetty è vanesia e Seth, il fratello minore di Adam, che è innamorato da sempre di Dinah. C’è poi la madre di Adam e Seth, una specie di befana fissata con la pulizia della casa, che ama solo il figlio maggiore e, nonostante il minore sia affettuosissimo con lei, non fa che brontolargli contro. A Seth nella storia tocca incassare colpi: resta sempre il fratello fedele, il figlio devoto e infine diventa lo zio affettuoso dei figli che Adam fa con la sua Hetty (a lui lei aveva detto che voleva dedicarsi solo a Dio, ma per il suo più aitante fratello fa un’eccezione). Perché i romanzi di oggi mi appassionano molto meno di questo scritto tanto tempo fa da una donna che firmava con uno pseudonimo maschile?

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