domenica 27 maggio 2012

addomesticare la casa

una domenica libera da impegni: lancio l'idea di invitare a pranzo Stefano e Cinzia con i loro figli nella nostra nuova casa. I miei familiari sono molto scettici, perché non aspettare il trasloco già fissato, perché affrontare questo sforzo? Devo portare tutto: dalla pentola alla pasta, dall'olio al sale al pomodoro, dai piatti di carta ai bicchieri. Alla fine scordo il cucchiaio di legno e scopriamo quanto sia scomodo girare i maccheroni con una forchetta di plastica che si storce appena immersa nell'acqua bollente e riempire i piatti senza un mestolo. Mi piazzo a capotavola come nella casa attuale e constato con piacere che in otto si sta seduti larghi. Con Cinzia scendiamo a prendere il gelato in via dei Gracchi. E' fatta: la nostra strainformale inaugurazione c'e' stata. Sparecchio, lavo due cose, porto via la tovaglia, lascio il marito intento a montare cassetti e scaffali dell'ikea nel guardaroba della figlia. Dopo la palestra e il pranzo improvvisato mi e' calata una gran stanchezza, non vedo l'ora di buttarmi sul letto di casa mia (quella vecchia); la nuova e' ancora troppo nuova, non e' così facile da addomesticare

1 commento:

Anonimo ha detto...

ciao, sono la tua nuova casa. non vedo l'ora di essere sedotta da te, dalla tuq famiglia. spero che mi sentiate bene da me. e lascerò pure che sporchiate o righiate qualcosa, un po' soffrirò, ma sentirò l'amore.