giovedì 31 maggio 2012

ancora sulle Tre rose di Eva


qualche mese fa, quando sono andata alla presentazione di Le tre rose di Eva, la mia reazione era stata di fastidio. Come propinare al pubblico una lunga storia melensa di amori e odi tra due famiglie sullo sfondo posticcio di vigneti da cartolina? Poi, settimana dopo settimana, spinta dalla curiosita’ di vedere dove si andava a parare, sono finita dentro l’ingranaggio della soap e ormai la mia serata del mercoledì è monopolizzata dalle vicende di Aurora e delle sue sorelle, di Alessandro e i suoi. Ti metti stesa sul divano e per un’oretta e mezza ti rilassi sapendo che succederà di tutto: ti amerò per sempre, no ci ho ripensato mia moglie è incinta, devo guardare avanti; mamma dov’eri quando ero in prigione; lui è tuo figlio; perché me lo dici dopo diciassette anni; consoliamoci tra di noi; ho ucciso io tuo marito in Afghanistan; il prete deve essere messo a tacere; le banche ci porteranno via tutto; tu sei mia e non ti divido con nessuno; chi ha ucciso Luca; siamo rovinati, no non siamo più rovinati; rovineremo noi lui; tu sei il mio fratello preferito di te mi fido; vado a Roma; resto a Primaluce; non girare con quella pistola; hanno cercato di uccidermi; ho bisogno di nascondermi; gliela faccio vedere io; sei una puttana; scappa, torna da me, attenta a lui. Attori mediocri, ma di bell’aspetto, sempre truccati pettinati e svestiti ad arte (più gli uomini che le donne, in omaggio al pubblico di riferimento: mai visti tanti addominali in mostra, deve far caldo intorno a quelle vigne); recitazione tirata via; vicende improbabili, ma talmente intrecciate tra loro e incalzanti da non lasciare allo spettatore il tempo di verificarne l’incongruita’. Mi piacerebbe vedere a tv talk il giovane Michele Abatantuono, la mente di questo diabolico e ipnotizzante progetto.      

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