qualche mese fa, quando sono andata alla
presentazione di Le tre rose di Eva, la
mia reazione era stata di fastidio. Come propinare al pubblico una lunga storia
melensa di amori e odi tra due famiglie sullo sfondo posticcio di vigneti da
cartolina? Poi, settimana dopo settimana, spinta dalla curiosita’ di vedere
dove si andava a parare, sono finita dentro l’ingranaggio della soap e ormai la
mia serata del mercoledì è monopolizzata dalle vicende di Aurora e delle sue
sorelle, di Alessandro e i suoi. Ti metti stesa sul divano e per un’oretta e
mezza ti rilassi sapendo che succederà di tutto: ti amerò per sempre, no ci ho
ripensato mia moglie è incinta, devo guardare avanti; mamma dov’eri quando ero
in prigione; lui è tuo figlio; perché me lo dici dopo diciassette anni; consoliamoci
tra di noi; ho ucciso io tuo marito in Afghanistan; il prete deve essere messo
a tacere; le banche ci porteranno via tutto; tu sei mia e non ti divido con
nessuno; chi ha ucciso Luca; siamo rovinati, no non siamo più rovinati; rovineremo
noi lui; tu sei il mio fratello preferito di te mi fido; vado a Roma; resto a
Primaluce; non girare con quella pistola; hanno cercato di uccidermi; ho
bisogno di nascondermi; gliela faccio vedere io; sei una puttana; scappa, torna
da me, attenta a lui. Attori mediocri, ma di bell’aspetto, sempre truccati
pettinati e svestiti ad arte (più gli uomini che le donne, in omaggio al
pubblico di riferimento: mai visti tanti addominali in mostra, deve far caldo
intorno a quelle vigne); recitazione tirata via; vicende improbabili, ma
talmente intrecciate tra loro e incalzanti da non lasciare allo spettatore il
tempo di verificarne l’incongruita’. Mi piacerebbe vedere a tv talk il giovane
Michele Abatantuono, la mente di questo diabolico e ipnotizzante progetto.
10 ore fa
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