venerdì 18 maggio 2012

big bang

"Non si sentiva carne ne' pesce, piuttosto anfibio. Non poteva sapere che tra i dodici e i tredici anni ci tocca essere martellati da un fabbro violento e dispotico che, colpo su colpo, tenta di forgiarci uomini. E' in quegli anni che si gioca il destino. Non nella prima infanzia, non a vent'anni, ma tra i dodici e i quindici. E' in questa stagione che torniamo a essere terra nelle mani del Creatore. Siamo tutto e niente; e in tutto o niente possiamo trasformarci. Alloggiamo nel nucleo di un big bang, anzi, siamo il big bang." da Addio di Aurelio Picca: praticamente il ritratto di mio figlio ora.

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