domenica 13 maggio 2012

Il mio migliore incubo


l’idea di partenza e’ divertente e Isabelle Huppert e Benoît Poelvoorde sono bravi a dare spessore rispettivamente all’algida direttrice di museo e al muratore alcolizzato che si ritrovano a letto insieme ubriachissimi, pur avendo sempre pensato di avere altri gusti. E’ raccontato bene anche il compagno di lei, editore di libri vincenti e fasulli, che casca nella rete tesagli da una giovane fricchettona e rimpiange la perduta routine. A un certo punto pero’ Il mio migliore incubo non sa piu’ dove andare, oscilla tra un lieto fine improbabile e un finale piu’ amaro che mal si adatterebbe a una commedia lieve. Io e Antonella volevamo vedere Sister e ci siamo adattate perche’ non c’erano piu’ biglietti; come noi, tre vecchiette, che davanti alla cassa mi hanno chiesto consiglio, spaesate di fronte a titoli che non conoscevano: chissa’ se il film e’ stato di loro gusto.

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