giovedì 10 maggio 2012

Kippur

Faye Kellerman e' una scrittrice di gialli americana, lei e suo marito sono entrambi ai vertici della classifica dei bestseller e anche il primo dei quattro figli scrive libri con successo. Kippur e' il quarto dei romanzi che Kellerman ha dedicato alla coppia Peter Decker Rina Lazarus: la particolarità di questa serie e' che si svolge nel mondo degli ebrei americani ortodossi. Per sposare Rina infatti, il poliziotto Peter si e' convertito all'ebraismo. Lui e' stato allevato da una famiglia battista, ma ha scoperto che la madre che lo aveva dato in adozione a quindici anni era ebrea. Il giallo si apre con un raduno familiare: invece di partire per la luna di miele, Rina ha voluto portare Peter da Los Angeles a New York a conoscere i genitori del suo amato primo marito, morto a ventotto anni di tumore al cervello. Ci sono due linee narrative principali: una riguarda la scomparsa di Noam, un quattordicenne che, non sopportando i limiti impostigli dalla comunità ultrareligiosa scappa di casa mettendosi in guai seri: l'altra riguarda Peter stesso, che riconosce in un'amica della padrona di casa la madre naturale che aveva cercato senza poi avere il coraggio di incontrarla (la donna e' la nonna dello scomparso). Sono quattrocentosessanta pagine che si leggono d'un fiato. Mi e' piaciuto in particolare il modo in cui il protagonista si dedica alla ricerca del ragazzo scomparso: i suoi colloqui con gli amici di Noam, la descrizione della sua capacita' di entrare in confidenza con giovani che vivono in un mondo ovattato tutto fatto di proibizioni e' davvero notevole. E' bella anche la coerenza con cui Decker aiuta i familiari ritrovati per caso a risolvere il loro problema senza desiderare di venire accolto tra loro. Una lingua concreta, aderente alle cose e ricca di turpiloquio, un'ambientazione curata, personaggi credibili: i casi di Peter Decker e Rina Lazarus non sono alta letteratura, bensì onesta letteratura di intrattenimento. Mi chiedo solo se in Italia ci sia pubblico per libri così.

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