mercoledì 2 maggio 2012

La ballata di Iza

la capacita' di Magda Szabo di penetrare nell'animo femminile e di restituirci splendidi ritratti di donne non finisce di stupirmi. Iza, la sua protagonista, e' una donna stimata da tutti: e' una bravissima dottoressa, ha fatto una bella carriera, si prodiga per i suoi pazienti, mostra grande attaccamento ai suoi genitori, in una situazione politica difficile ha dimostrato grande coraggio. Eppure Iza fa venire i brividi: basta vedere come si comporta con sua madre dopo la morte del padre. La vecchia Etelka e' frastornata dal dolore, il suo compagno di una vita non c'e' più, un cancro gliel'ha portato via in tre mesi. Si affida a sua figlia, e' sicura che prenderà per lei le giuste decisioni. Magda Szabo ci conduce insieme a Etelka dal suo piccolo paese a Budapest nell'appartamento di Iza, ci fa sentire la delusione cocente che la donna prova nello scoprire che nel trasloco organizzato dalla figlia la maggior parte delle sue cose non l'ha seguita; ci fa sperimentare la frustrazione che prova venendo subito sollevata da ogni incombenza pratica; ci rende partecipi del suo isolamento, del progressivo spegnersi della sua voglia di vivere. Tutto questo avviene senza che Iza si accorga di nulla. Ad accorgersi dell'annientamento di Etelka sono gli uomini che stanno intorno a Iza: il suo ex marito Antal, un uomo puro che scopre di amare più i suoceri di quel pezzo di ghiaccio che aveva sposato; il suo attuale compagno Domokos, che da scrittore si sforza di decifrare il mistero dei rapporti umani. Lungi dalla Szabo condannare Iza, assumere nei suoi confronti un atteggiamento moralistico: Iza e' così perché ci e' nata: prigioniera del suo perfezionismo, dell'alta opinione che ha di se', pensa sempre di sapere cosa e' meglio per gli altri, non riesce a entrare veramente in comunicazione con nessuno. Non so se sono più contenta di aver finalmente scoperto questa grande scrittrice o più rammaricata per averla finora ignorata.

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