martedì 29 maggio 2012

la storia di Kaur

"Uccisa perché vestiva all'occidentale" titola Repubblica, ma la storia della ventisettenne Kaur non si riassume in un banale contrasto con il marito sull'abbigliamento. Lei era a Firenze da quando aveva otto anni, aveva studiato alla scuola alberghiera. Lui invece era arrivato da poco e mungeva le vacche vicino Cremona. Un matrimonio combinato il loro; all'inizio, con la nascita di un figlio, quasi riuscito. Due anni fa pero' l'arrivo a Fiorenzuola della suocera dall'India aveva sconvolto il loro equilibrio: Kaur non poteva più uscire, pativa la fame e, incinta, si sentiva accusare di adulterio. Aveva chiesto aiuto, era andata di nascosto da un avvocato. Il 14 maggio Kalbir, il marito, le ha stretto un foulard al collo, strozzandola. Poi l'ha gettata nel Po, da cui ora e' riemerso il cadavere. Storie così nel nostro paese avvengono quasi ogni ogni giorno: indiani, pachistani, arabi, italiani infieriscono sulle loro compagne, sfogando la rabbia di chi non ha più il pieno controllo dell'altro. E le donne sono lasciate sole ad affrontare una violenza immane.

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