venerdì 11 maggio 2012

Maternity Blues


Maternity Blues e’ un piccolo film dignitoso che ha il pregio di affrontare un argomento rimosso nella nostra società: la solitudine delle madri, la difficolta’ che hai a cavartela con uno o piu’ figli che dipendono in tutto da te quando il sistema nervoso cede. Siamo in un ospedale psichiatrico avanzato: le donne ricoverate per infanticidio fanno terapia di gruppo e individuale, lavorano, stanno all’aria aperta, chiacchierano tra di loro. Ognuna ha una ferita aperta che non si puo’ sanare: c’e’ Clara (Andrea Osvart) che pensava di morire in acqua con i suoi due bambini, non si perdona di essere stata salvata, non vuole vedere il marito anche se lui l’ama ancora; c’e’ Rina che a sedici anni si e’ sentita impazzire ad essere madre; c’e’ Eloisa (Monica Barladeanu, la piu’ espressiva) che il dolore lo restituisce mostrandosi aggressiva e sfrontata e c’e’ Vincenza, l’anziana del gruppo, a cui la fede cattolica non riesce a dare risposte. Con tono sommesso il regista Cattani ci mostra lo strazio quotidiano di queste donne che la massa considera mostri. Non e’ un capolavoro ma il messaggio arriva forte e chiaro.

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