martedì 1 maggio 2012

To Rome with Love


un Woody Allen svogliato che pesca nel suo vasto repertorio un paio di vecchie gag e le contamina con un po’ di Verdone, appiccicandole a vedute di Roma una piu’ scontata dell’altra, mentre gli sponsor compaiono in primo piano (dai salumi Beretta, al caffe’ Illy a macchine e motorini): cosi’ mi e’ parso To Rome with love. Poi, siccome Woody Allen e’ un genio, il film pur fatto con i piedi, si fa vedere, qualche risata la strappa, ed e’ divertente registrare la partecipazione di una marea di attori nostrani piu’ o meno noti (alcuni compaiono in scena per lo spazio di una battuta, altri non hanno nemmeno quella). Gli italiani ci fanno una gran magra figura: tutti puttanieri gli uomini (grazie Berlusconi), tutti scemi i giornalisti (ma chi hanno mandato a intervistare Woody Allen? che domande gli hanno fatto?) tutta la gente indistintamente ossessionata dal mito della fama e del successo. Pochissime sorprese, bravi Benigni, Penelope Cruz e, a sorpresa, anche Alessandra Mastronardi. La domanda e' perché Londra, Barcellona e Parigi hanno ispirato Woody Allen mentre Roma per niente?

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