domenica 6 maggio 2012

Via Katalin

via Katalin e' la strada di Budapest in cui si incrociano i destini di tre bambine e un ragazzo. Giocano insieme: Iren, sua sorella Blanka e Henriett sono tutt'e' tre innamorate di Balint, ma tutt'e tre danno per scontato che Balint sia della perfettissima Iren. Si arriva al giorno di fidanzamento di Balint e Iren e niente va come dovrebbe perché la Storia irrompe sulla loro storia d'amore e devastando tutto, devasta anche quella. I genitori di Henriett sono ebrei e vengono deportati proprio quel giorno, Henriett si nasconde in casa di Balint. Iren, oltre al dolore per la coppia a cui era molto legata, prova un sentimento che le ripugna, la gelosia per quella ragazza che il suo fidanzato vuole proteggere con tutto se stesso. Henriett muore a sedici anni nel cortile di via Katalin, uscendo nel buio per rivedere casa sua e trovando la via di fuga sbarrata dall'inconsapevole Blanke che ha rimesso a posto le assi: un soldato le spara addosso. Dopo questo evento nessuno e' più come era: Balint comincia la discesa agli inferi che la guerra e la prigionia non faranno che accompagnare; Iren perde l'amore della sua vita e, anche se alla fine lo sposerà, non avrà che una parvenza di lui, al suo fianco; Blanka vede svanire la sua innocenza e si avvia per un lungo percorso di terribili errori. La struttura narrativa di Via Katalin va dallo smorto presente alla fuggevole felicita' del passato e la presenza di Henriett che partecipa come fantasma alle vite degli altri getta una luce fosca su tutto. Riemergono in questo libro temi cari all'autrice come la devastazione operata dalla vecchiaia, la forza delle donne (e i risvolti inquietanti di questa forza), il mistero degli equilibri familiari (chi e' il preferito di chi e come cambia questo nel tempo) e balzano in primo piano gli orrori subiti dall'Ungheria nel Novecento, dalla persecuzioni degli ebrei al regime con i suoi processi sommari e le sue delazioni. Domani dovrei riuscire a intervistare Bruno Ventavoli, che ha tradotto la maggior parte dei libri della Szabo: gli sto appresso da una settimana e se non si fa trovare non si sbarazzerà di me tanto facilmente. Non vedo l'ora di sentir parlare di lei.

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