mercoledì 13 giugno 2012

aprire un locale

iera sera si festeggiavano i cinquant’anni di Rossana. A casa di Paolo eravamo un gruppo misto di coetanei della festeggiata e di ventenni (sua figlia, le sue amiche). C’era anche Valerio, il figlio di Paolo, che ho visto nascere e non vedevo da tanto. E’ diventato uno splendido ragazzo e ha mantenuto il sorriso gentile di quando era bambino. Studia architettura e con tre amici si è messo in testa di aprire un locale. Prima hanno cercato un posto in centro, ora hanno ripiegato su Prati. Uno di loro ha fatto il business plan: il primo anno pensano di ripagare il prestito, a partire dal secondo vogliono guadagnare e aprire un'altra sede. L’idea è quella di vendere a pranzo pasta di tutti i tipi e fornire grandi aperitivi la sera. Vogliono assumere un cuoco: al resto, pulizie comprese hanno intenzione di dedicarsi loro, anche se finora non hanno tenuto in ordine neppure la stanza da letto. Dell’università a Valerio importa ben poco: sa che dovrebbe almeno prendere la laurea triennale, ma si vede meglio nei panni di imprenditore che in quelli di architetto. A me e ai miei compagni di liceo non sarebbe mai venuto in mente di anteporre la cucina allo studio: Valerio e i suoi amici sono abbastanza svegli da capire l’aria che tira ora in questo paese. Avranno la forza fisica per affrontare l’impresa che si prefiggono?

Nessun commento: