martedì 19 giugno 2012

Come se niente fosse


“Se mai mi fossi decisa a scriverla, quella non sarebbe stata una storia come le altre: ben costruita, credibile, misurata. Al contrario, avrebbe fatto ridere i polli: era eccessiva, disordinata, scappava continuamente di mano, e non ci sarebbe stato verso di irreggimentarla”: questa citazione da Come se niente fosse si riferisce a un libro che la protagonista ha in mente, ma si attaglia perfettamente a quello che il lettore ha tra le mani, una storia che scappa, che ora prende una direzione, ora un’altra, menando fendenti qua e là. Obiettivi polemici della Muratori sono soprattutto il mondo editoriale e quello familiare. Del primo non vengono risparmiate la mitica radiotre (l’io narrante conduce la rassegna stampa delle pagine culturali e non ne può più degli ascoltatori che definisce “cecchini dell’errore”, tesi a cogliere una pronuncia sbagliata, un accento che non va); i librai che si aggirano come sonnambuli nelle librerie; le editor che assaporano il colpo d’ascia con cui sfrondare i testi a loro affidati; i club di amiche annoiate che pagano per imparare a leggere (geniale l’idea della protagonista di affibbiare alle signore il compito di valutare i testi che arrivano in casa editrice, solleticando la loro vanita’ di lettrici e intascando il magro compenso che deriva dai loro giudizi); i blog anonimi che stroncano i libri (spesso nascondendo rivalità personali).  La satira dei rapporti familiari e’ ancora piu’ feroce e divertente: sembra di vederlo il clan dei parenti del padre con la fissazione per lo sport, la vita spartana, gli scout, il lettino in spiaggia come peccato mortale; cosi’ come sembra di vedere il nonno che da chirurgo si fa muratore, i genitori che leggono a letto, il padre che predilige la sorella, la sorella che calamita l’attenzione degli uomini. E poi c’e’ l’alter ego dell’autrice, Lula, che da piccola era cicciottella e nervosa e da grande e’ magra e inquieta, che si e’ formata sugli Harmony e poi e’ passata alla letteratura, che ha scritto vari romanzi e non sa come rendere piu’ robusto l’ultimo che tutti giudicano troppo esile per venir pubblicato. A deludere un po’ e’ la trama: c’e’ un segreto nel passato di Lula che la lega al marito di sua sorella, ma non e’ un gran segreto e il racconto che nel finale rivela il segreto alle amiche del club di lettura, non e’ un gran racconto. Come se niente fosse invece e’ un romanzo che val la pena leggere e fa venir voglia di incontrare l’autrice, di farle delle domande, anche a rischio di subire una delle sue sciabolate.

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