domenica 24 giugno 2012

domenica di duro lavoro

il pranzo non e' stato un granché: ho subito capito di aver fatto un errore a coinvolgere mia suocera nel nostro caos, era a disagio e appena abbiamo finito di mangiare le sue tagliatelle e la sua arista al forno e' scappata, senza neppure farsi accompagnare. A quel punto e' partita una specie di gara tra me e il marito a chi apriva più in fretta gli scatoloni: terrorizzata all'idea che lui occupasse i miei scaffali con manuali di management o guide turistiche, ho colonizzato le aree migliori della libreria, decidendo a tempo di record dove piazzare gli americani, dove le mie scrittrici preferite, dove i russi, i tedeschi, gli israeliani... La visita degli architetti, che con la scusa di prendere le misure per uno specchio, volevano rivedere il lavoro a cui sono molto affezionati, mi ha fatto finalmente prendere una pausa. Dicevano che la casa aveva bisogno solo di essere umanizzata, forse il risultato dei nostri sforzi ha superato le loro aspettative. Sono tre giorni che non leggo un giornale, non sento un notiziario e non guardo un telegiornale, per fortuna domani c'e' il lavoro a farmi uscire di qua.

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