venerdì 22 giugno 2012

inizia il trasloco

alle otto puntuali si sono presentati alla nostra porta i due traslocatori romeni. Uno giovane e altissimo, l'altro più vecchio e massiccio. Insieme abbiamo riempito infiniti scatoloni a partire dalla cucina. Verso le dieci pensavo che sarei svenuta dalla fatica. Nel frattempo il marito era immerso in una lunghissima telefonata di lavoro, il figlio era a scuola a fare il suo esame orale e la figlia giaceva nel letto in versione bella addormentata. Il giovane non poteva credere al numero di scarpe che ha mio marito: tutte più o meno uguali e tante da bastare a un esercito. All'una la casa si presentava come una distesa di pacchi, loro erano due pozzi di sudore ed erano finiti i cartoni (non le nostre cose, domani mattina, oltre al trasporto, ci aiuteranno a impacchettare quello che e' rimasto). Mentre eravamo impegnati in cantina, la figlia si e' dileguata; il figlio e' tornato un po' triste per le domande dei prof che non erano andate nella direzione che si aspettava. Abbiamo mangiato un panino, ci siamo buttati sul letto. La vera battaglia comincia domani.

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