domenica 17 giugno 2012

La guerra e' dichiarata


c’e’ l’ospedale nel film di Valérie Donzelli, c’e’ un bambino con un tumore maligno al cervello, c’e’ la paura terribile dei genitori, ma c’e’ soprattutto il loro amore, la loro voglia di sorreggersi a vicenda e di non cedere alla disperazione. Vediamo Adam a otto anni che va a farsi una risonanza magnetica con la madre. Tenendogli la mano, la donna ritorna con la mente al primo incontro con il suo Jérémie: sono due ragazzi in discoteca, si guardano, si piacciono, si lasciano travolgere dalla passione. Il primo momento di difficolta’ vera ce l’hanno alla nascita del figlio: non smette mai di piangere. Lo spettatore che conosce la trama pensa che sia il tumore; una pediatra insegna a Valérie a lasciarlo piangere un po’ invece di allattarlo a getto continuo. Riprende la gioia familiare, ma dura poco. A diciotto mesi Adam non riesce a stare in piedi, vomita spesso e ha una faccia strana. La pediatra esperta consiglia una visita neurologica e di li’ a poco i genitori hanno il terribile verdetto. Immagini in rapido movimento, espressioni intense dei protagonisti, musica travolgente, bei dialoghi: il film ti trascina dentro il dramma di Valérie e Jérémie  e insieme ti fa sperimentare la forza dei due (che sono la regista e il suo ex compagno che mettono in scena se stessi, la loro storia che alla fine fallisce ma li lascia uniti nello scopo di guarire il figlio). Si soffre, si ride, ci si commuove, La guerra e’ dichiarata e’ un film coraggioso, originale, pieno di verita’ sulla vita e sui rapporti tra le persone.

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