mercoledì 20 giugno 2012

La notte alle mie spalle

a pag 233 di La notte alle mie spalle, Furio, l’io narrante del romanzo dice “Ho iniziato ad ammazzare Elisa il giorno in cui l’ho conosciuta” e in effetti la storia tra lui e sua moglie, cominciata sui banchi di scuola, culminata nell’acquisto di una villetta e nella nascita di una figlia, dietro la facciata di perbenismo, è pervasa di un esplosivo malessere. Giampaolo Simi ci conduce lungo i tragitti mentali malati di Furio, un uomo del nostro tempo, che ragiona solo in termini di accumulo, di possesso. Furio vuole la ragazza che piace a tutti e le stringe attorno una rete fino a catturarla; vuole accentrare su di sé il lavoro di rappresentante e non esita a rovinare l’uomo che gli ha insegnato il mestiere; disprezza la cultura e costringe due rispettabili editori a convertirsi all’editoria a pagamento per ripagare i loro debiti; la sola cosa che lo fa palpitare davvero è la sua macchina d’epoca. Intorno al dramma di una donna uccisa dal marito perché ha cominciato a sfuggirgli, Simi costruisce un romanzo su due piani temporali, l’oggi del mostro che, uscito di prigione, spia una ragazza e costruisce con lei una relazione su internet e il passato in cui era un marito e un padre orgoglioso. Circola nel libro un’aria pesante, asfittica che si appiccica al lettore, rendendolo partecipe del crescendo di turpitudini. Simi scrive anche per la tv e la sua scrittura procede per immagini: è difficile liberarsi dalla visione della donna che si dissangua alla finestra o da quella dell’arrestato che si preoccupa di cambiarsi le scarpe. Il male raccontato nella sua più scoperta banalità.   

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