martedì 19 giugno 2012

le cose che non ho buttato

le temperature di questi giorni sono terribilmente elevate e proprio in questi giorni mi tocca preparare il trasloco. Ogni pomeriggio, finito di lavorare, comincio il su e giù dalla soffitta infuocata per fare un inventario di quello che c'e'. Mi sono imbattuta in scatoloni pieni di bavaglini macchiati, di maglioncini di lana infeltriti (mia madre ne aveva fatti a decine ai miei figli, ma e' difficile trovarne uno che non sia duro stecchito), in una profusione di minuscoli e inservibili calzini (i miei erano sempre a piedi nudi da piccoli, forse per questo ne ho tanti), in indumenti di vario tipo, fuori da ogni canone e da ogni moda. L'altro filone che va forte in soffitta e' quello dei materiali scolastici: ci sono tutte le fotocopie che ho fatto per la tesi, tutti gli appunti presi all'università, tutti i quaderni dei figli (chi mai riguarderà un quaderno di matematica delle medie?), tutti i libri di scuola. Sudo, mi riempio di polvere, butto, ma gli scatoloni pieni di schifezze sembrano rigenerarsi e ogni pomeriggio mi fronteggiano minacciosi. Da qualche parte ci sono i diari che scrivevo da ragazzina: ancora non li ho trovati, non li rileggerò, ma loro me li voglio tenere.

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