giovedì 14 giugno 2012

a Milano

gita di fine anno in trasmissione. Prendiamo il treno delle nove, arriviamo in piena riunione, ma serene e distratte perché sappiamo che la nostra presenza in studio sarà puramente testimoniale. Ci concedono anche un veloce trucco (i capelli no, non c'e' tempo). Si parla dei vari filoni televisivi e dei loro risultati quest'anno. Sono stati invitati una marea di giornalisti del settore, l'inizio e' lento, si fatica a creare un vero dibattito. Quando si arriva alla fiction, sono tutti d'accordo a dire che quella italiana fa schifo, che dopo dieci minuti bisogna spegnere, che gli attori sono raccomandati e incapaci e gli sceneggiatori cialtroni e proni ai biechi gusti del pubblico anziano. La giornalista di Libero salva solo La grande famiglia dicendo, avrà tanti difetti, ma mi ha appassionato. Fisso il microfono che mi giace accanto: sono tentata di prendere la parola, di partire con il mio discorsetto sulle serie di quest'anno; io, a differenza di loro, la fiction l'ho vista quasi tutta e qualche idea in proposito me la sono fatta. Mi trattengo, un mio intervento fuori copione potrebbe sembrare un eccesso di protagonismo e inoltre non sono così sicura di quanto ho da dire. E' un attimo, si parla già d'altro, mi posso distrarre, guardare le facce, i movimenti in studio. Alle cinque finiamo e si va a Palazzo Martello a bere e mangiare. Riesco a chiacchierare con Giorgia, ad abbracciare Mirco. In treno al ritorno con Jane e Giulia analizziamo ogni singolo istante della giornata passata. Tutto sommato una buona giornata.

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