sabato 23 giugno 2012

nel marasma

alle undici di mattina, dopo la fatica degli ultimi impacchettamenti, io e la figlia  siamo andate alla casa nuova. La fantasmagorica serratura della porta si e' ostinatamente rifiutata di aprirsi. Al telefono il marito ci ha dato delle cretine, ma quando e' arrivato non e' riuscito a sbloccarla neppure lui. A quel punto ha cominciato a smadonnare in tutti i modi: il camion con i nostri pacchi stava arrivando e data l'efficienza frettolosa dei traslocatori era impossibile farli aspettare l'arrivo dell'esperto. Mi ha chiamato un fiorista, sono scesa ad aspettarlo. La pianta che mi hanno mandato mia zia e mia cugina, oltre a essere bella e festosa, ha salvato il marito da un pericoloso attacco di bile. Una signora stava chiamando i vigili perché lui aveva parcheggiato male la macchina: mi sono scusata con lei, ho fatto scendere lui, ho preso la pianta. Nel frattempo la serratura si era decisa a fare il suo dovere (probabilmente ero stata io con le mie maldestre manovre a provocarne il risentimento: la profezia si e' avverata, in questa casa ipertecnologica non so manco entrare). Sono quasi le due e il marito, come fosse posseduto, continua a spacchettare e a farci spacchettare. La figlia ha rotto una tazzina per guadagnarsi, insieme agli insulti, l'esenzione da ogni sforzo. Io mi sono presa una pausa per scrivere, ma ora torno al lavoro. In questo momento il marito mi sta parecchio antipatico (tra l'altro stiamo litigando sugli spazi nell'armadio a muro, lui ha il doppio delle mie cose). L'unica cosa che gli riconosco e' che e' bello entrare in una casa e trovarsi già perfettamente connessi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

c'è posto per i buoni sentimenti?