venerdì 8 giugno 2012

papa' e Isabella

mia sorella e mio padre sono uguali. Parlano di se' con tutti, inventano, amano creare intorno a se' un clima cordiale, trasformando una normale passeggiata in centro in un happening. Ieri pomeriggio sono uscita con loro prima di ospitarli a cena da me. Isabella, partita la settimana scorsa da Indianapolis, era stata quattro giorni a San Pietroburgo per un convegno organizzato da lei. Nelle due ore pomeridiane che aveva da passare a Roma, prima di andare due giorni a Sperlonga, voleva comprarsi una giacca, dei pantaloni, una camicia e un paio di scarpe con il tacco. C'e' sorprendentemente riuscita. Nel taxi che abbiamo preso io, lei e papa' per andare a via del Corso non e' stata zitta un minuto. Ha detto al tassista che nostra madre ci proibiva i taxi perché roba da ricchi. Lui, che era un signore anziano, sembrava divertito e se avesse potuto l'avrebbe condotta fin dentro il negozio. Appena entrata da max & co, lei ha afferrato un tailleur pantalone nero a righine; ha accolto il consiglio della commessa di abbinarci una camicia a righe bianche e azzurre e si e' fatta regalare il capo più costoso dal padre e quello meno caro da me. Nel frattempo zia Giovanna ci aspettava in una panchina sotto casa mia. Fremevo. Mancavano le scarpe. Papa' ha indirizzato Isabella verso il primo negozio grosso che ci e' capitato sott'occhio e siccome il proprietario era napoletano, ha subito sfoggiato il suo accento e ha raccontato di abitare a Napoli a via Crispi, impelagandosi in una serie di bugie gratuite che, secondo lui, dovevano propiziargli uno sconto (che non c'e' stato). La sera ero così stanca che mi pareva di essere io quella in preda al fuso orario.

1 commento:

Anonimo ha detto...

e tu? nessuno ti ha regalato niente?