domenica 3 giugno 2012

Sabotaggio d'amore

"Gli adulti non possono fare ai bambini regalo più bello che dimenticarli": e' solo una delle perle di saggezza disseminate in questo meraviglioso librino che in 116 pagine condensa il pensiero dell'autrice sull'amore, la guerra, la Cina, il gioco, la fantasia. A sette anni, seguendo con il resto della famiglia il padre diplomatico, Amelie si trova proiettata dall'amato Giappone al ghetto di Pechino dove vivono gli stranieri. Mentre gli ambasciatori, frastornati dall'imperscrutabilità della politica cinese degli anni settanta, si rifugiano nel gioco del bridge e nei ricevimenti, i ragazzini mettono su una guerra tra bande da far impallidire le lotte della via Paal. Amelie e' la più piccola, ma tra le più scatenate: non c'e' tortura da somministrare  che non la veda entusiasta e se c'e' bisogno di identificare un nemico, lei e' subito pronta a sciorinare motivazioni. L'arrivo di Elena, figlia di un italiano e un'india del Suriname mette in crisi le sue certezze: Elena e' così bella che per Amelie tutto passa in secondo piano, vuole solo piacerle. Elena e' una sorta di divinità assente, si compiace solo di se'; la disperata Amelie, dopo aver fatto ogni sforzo per attirare la sua attenzione, riceve dalla madre il consiglio di essere come lei, di ripagarla con la sua stessa freddezza. E funziona. Ma il carattere impetuoso di Amelie ha la meglio sulle strategie da lei messe in campo. Invece di prestarmi un'Amelie alla volta, Giulia me ne ha dati tre: e' così che si sviluppano le dipendenze.

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