domenica 8 luglio 2012

Biografia della fame


in Biografia della fame Amelie Nothomb torna sul tema della sua infanzia errabonda al seguito del padre diplomatico: del suo amore per il Giappone sapevo già, così come del suo disgusto per Pechino; qui l'autrice e’ alle soglie dell'adolescenza a New York e poi nel Bangladesh. Tutto e' estremo in questo libro: la fame di conoscenza, di zuccheri, di amore, e la negazione della fame, che si presenta sotto forma di una violenta anoressia, raccontata con il solito spirito curioso e sdrammatizzante. Amelie e' una passionale sin da piccola: ogni paese in cui si trasferisce la plasma, a New York si esalta per la verticalita’, il ballo, la ragazza alla pari che si prende cura di lei, le compagne di liceo, il whisky; in Bangladesh si sente sopraffare dall’orrore per la poverta’, le malattie e comincia a essere autodistruttiva. A diciassette anni approda in Belgio, studia all’universita’ e si mette a scrivere: il suo e’ il paese che capisce meno e “non capire e’ un fenomeno eccezionale per la scrittura”. Credo che dell’autobiografia per frammenti di Amelie mi restino pochi tasselli: peccato, e’ raro trovare qualcuno di cui sia cosi’ interessante oltre che divertente seguire i percorsi geografici e mentali.

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