domenica 1 luglio 2012

E' iniziata cosi'

quanto mi e' piaciuto E' iniziata così! Una Lively al suo meglio: personaggi uno più azzeccato dell'altro, circostanze così credibili che al lettore sembra di viverle in prima persona, umorismo, pietas, ma anche satira sociale e di costume; ne ho assaporato ogni singola pagina e verso la fine l'ho divorato per vedere che ne sarebbe stato di Anton e Rose. Tutto comincia da uno scippo: a Charlotte (ho adorato questa anziana insegnante di inglese con la passione per la lettura, un grandissimo senso di indipendenza e bei ricordi del marito morto) rubano la borsa e la buttano per terra. Si rompe l'anca: sua figlia Rose non può partire con  Henry, un vecchio accademico a cui fa da segretaria. Henry va alla sua conferenza con la nipote Marion, arredatrice. Marion manda un messaggio a Jeremy, di cui e' l'amante e Stella, la moglie di Jeremy lo legge... Dopo la frattura di Charlotte si innescano una serie di reazioni a catena: il vecchio accademico, frustrato dal calo di memoria che gli ha rovinato la conferenza, tenta di sfondare in tv, finendo preda di un ricercatore deciso ad adularlo e sfruttarlo; l'arredatrice conosce un nuovo cliente apparentemente molto facoltoso; la segretaria fa amicizia con l'immigrato a cui sua madre insegna a leggere; il marito fedifrago si impegna a riconquistare sua moglie. La settantottenne Lively osserva con occhi limpidi i movimenti delle sue creature che si dibattono tra problemi di salute, problemi di status, problemi di sussistenza, problemi amorosi. Come racconta la vita, il suo bello e il suo brutto, Penelope Lively, la raccontano in pochi.

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