giovedì 12 luglio 2012

il rifiuto dei coetanei

le discussioni con i figli sono niente in confronto alle discussioni con mio padre. Lui è molto più permaloso di tutti e due messi insieme, se non si sente spalleggiato in tutto e per tutto, mi accusa di volergli male e non c'è verso di convincerlo del contrario. Oggi al telefono il tema del nostro dibattere era il suo rifiuto dei coetanei. Salvo rare eccezioni non cerca più gli amici e le amiche di una vita, preferisce frequentare gente più giovane. Scelta assolutamente legittima. Ma quando mi racconta tra il lusingato e l'infingardo che una vecchia amica del mare gli aveva suggerito che potevano cenare insieme e lui si è rapidamente dileguato, e io invece di approvare la sua fuga, gli dico, potevi anche invitarla da te, in passato avete condiviso tante cene con mamma, suo marito e gli altri, lui si inalbera e tira fuori la storia di mia suocera, vorresti che fossi come lei, sempre a casa da sola. Poi ci ripensa e dice, i miei coetanei sono vecchi, che tristezza rispecchiarmi in loro. Io sono felice che si senta bene e sprizzi vitalità da tutti i pori, se solo fosse un po' meno sbruffone.

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