venerdì 13 luglio 2012

L'altra Eszter

“so soltanto mentire o tacere”: la protagonista dell’Altra Eszter di Magda Szabó è un’attrice di talento che ha imparato sin da piccola queste due doti utili per la sua carriera. In un lungo monologo rivolto all’uomo che ha amato Ezter vuota il sacco sugli anni passati a risparmiare, lavare, pulire, fare la spesa, cucinare per i genitori, incapaci di mantenersi da sé: intellettuale raffinato il padre, gravemente malato, pianista la madre, troppo presi dal loro amore e dalle difficoltà economiche per vedere lo stato di deprivazione della figlia. A scuola Ezter si rode per l’invidia nei confronti di Angela, una compagna di classe che ha tutto quello che manca a lei: una bellezza celestiale, un cuore purissimo e tanti soldi. Da grandi le due si rincontrano e Ezter scopre che l’uomo che ama riamato è il marito di Angela. Intorno a questa vicenda ricca di aspetti melodrammatici, Szabó costruisce un romanzo tagliente come una lama. Ricca, famosa, osannata Ezter è ancora dentro di sé la bambina di cui nessuno si accorge. L’odio per Angela (che arriva a livelli parossistici (“nelle rare occasioni in cui veniva a casa mia, dopo spaccavo la tazza nella quale aveva bevuto”) domina le sue giornate, avvelena ogni momento. Meno sfaccettato e sorprendente degli altri romanzi della scrittrice ungherese, L’altra Eszter è pur sempre una potente investigazione dei meccanismi dell’animo femminile, degli abissi in cui può trascinare un’infanzia infelice.    

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