mercoledì 4 luglio 2012

l'aspirante stagista

nel deserto della redazione svuotata dal caldo si presenta un giovane palermitano. Ha portato il suo curriculum al mio capo, vorrebbe fare uno stage in televisione. E’ un bel ragazzo dall’aria sportiva. Racconta di essersi iscritto a ingegneria per fare contento suo padre (adesso lavorerei con lui, guadagnerei duemila euro al mese, dice con l'aria orgogliosa di chi ha inseguito i suoi sogni), ma di aver subito capito che non era cosa per lui. Si è poi iscritto all’accademia Silvio D’Amico pensando a una carriera d’attore. Ha fatto un master in marketing alla cattolica di Milano e infine ha capito che quello che davvero gli interessa è scrivere sceneggiature. Ha ventinove anni e quello che sta chiedendo è di passare tre mesi gratis a fare fotocopie, scaricare video e portare caffè ai redattori di una trasmissione qualsiasi. Pensa di giocarsi una carta importante, guarda negli occhi Mario cercando di fare colpo. Vorrei dirgli, non farlo, scappa, non è questa la via. Ma qual è la via per uno che a ventinove anni si riempie la bocca della parola creativo?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Magari e' pure bbono... Dimmi di no

Anonimo ha detto...

Non è detto che questa esperienza non gli serva a chiarirsi le idee...

E poi potrebbe non essere così male avere un appoggio nella solitudine agostana!

volevoesserejomarch ha detto...

non era bbono e se lo prendono non lavorerà a Roma ma a Milano, quindi il mio interesse nei suoi riguardi era puramente sociologico....