martedì 3 luglio 2012

Un amore di gioventù


nella prima scena del film la quindicenne Camille aspetta nuda Sullivan, il suo ragazzo, che arriva da lei in bicicletta dopo essersi fermato a comprare dei preservativi. E nuda, priva di qualunque schermo Camille e’ nei confronti dell’amore totalizzante che prova per lui. Sullivan lo sa e prova a ritrarsi, esce con gli amici, va alle feste, progetta un viaggio in Sud America: la ama, ne e’ attratto, ma e’ anche spaventato all’idea di essere oggetto di una vera e propria ossessione. I momenti belli tra loro vengono rovinati dalle recriminazioni, i dubbi, le accuse di lei. Va a finire che Sullivan, che ha lasciato la scuola e vuole trovare se stesso, parte, e dopo un bel po’ di lettere e di telefonate si decide a lasciare Camille. Lei tenta il suicidio, poi si butta nello studio, diventa architetta, e con un professore biondo e stropicciato, molto piu’ grande di lei, ritrova la voglia di vivere. Un giorno in autobus Camille incontra la madre di Sullivan, gli chiede del figlio, le da’ il proprio numero, non se l’e’ affatto scordato. Oltre ai tre personaggi principali, il film e’ dominato dalla bellissima campagna francese intorno alla Loira: e’ soprattutto qui che Camille si abbandona ai suoi sentimenti. Sfruttando la versatilita’ di Lola Creton, molto credibile nel passaggio da quindicenne testarda a ventenne impetuosa, Mia Hansen-Løve ci illustra, senza mai esprimere giudizi, senza prendere posizione, i meandri di una passione amorosa che non puo’ appagarsi fino in fondo. Bello.

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