giovedì 26 luglio 2012

una bambina particolare

papà scherza sul fatto che Margherita, l’ultima in ordine di nascita dei suoi nipoti, dice sempre grazie. Ieri ho constatato che è vero: Margherita, ospite da noi di passaggio verso il mare, mi ha ringraziato non solo per la cena, il regalo che le avevo comprato, ma persino per il latte e i biscotti che le ho fatto trovare per colazione. Il desiderio di fare buona impressione su chi la circonda la fa sembrare di una razza diversa rispetto ai ragazzi e alle ragazze che normalmente mi circolano intorno. E’ cresciuta Margherita, ha uno sguardo molto più maturo dei suoi quasi undici anni. Ti senti osservata da lei: quando parla è molto attenta a cogliere la reazione a quanto ha detto e a come lo ha detto, ma è anche una grande ascoltatrice, non le sfugge nessun discorso. Della figlia unica ha la precocità, l’abitudine a essere al centro dell’attenzione; il trasferimento a Indianapolis l’ha poi costretta a un notevole sforzo: ne è uscita vincente e questo ha rafforzato il suo perfezionismo. E’ estremamente sensibile, tutto la agita, la emoziona, l’inquieta. E’ una specie di folletto gentile: a preoccuparmi è la sua fragilità, la mancanza di qualsivoglia corazza.

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