domenica 12 agosto 2012

Ajaccio inospitale

al telefono ci hanno detto (in francese) che non si poteva prenotare a distanza un posto in porto ad Ajaccio, bisognava chiederlo da qui. Siamo arrivati alle cinque e ci hanno detto che bisognava aspettare le sette. Ci siamo messi in fila per fare benzina (stare in fila in un corridoio stretto di barche che vanno un po' indietro e un po' avanti per chi guida è il massimo stress). Alle sette avevamo riempito il serbatoio e abbiamo ricominciato a contattare la capitaneria, nonché tutti i marinai che ci sfrecciavano accanto in gommone. In inglese non parlava nessuno, al nostro italiano ridevano (perché la figlia che ama tanto il francese non era con noi?). Stava calando il buio. Ho visto delle boe nella baia prima del porto e ho chiesto a due su un gommone se ci si poteva ancorare. Hanno alzato le spalle, non sono private, hanno detto. Il marito e il figlio hanno legato la prua a una boa con due cime diverse. Avevamo promesso al figlio rimasto con noi grandi cene. Siamo saliti in gommoncino, pieni di timore. Potevano rubarcelo, impedendoci di tornare alla barca, potevamo non trovare la barca non avendo una luce con noi. È andato tutto bene, abbiamo mangiato (non un granché, non potevamo allontanarci troppo da dove eravamo scesi. Ora dobbiamo solo andar via al più presto da questa inospitale Ajaccio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

solo l'inglese? un po' poco...