sabato 4 agosto 2012

Ciliegine

la cosa più strana del film di Laura Morante è che il personaggio meno credibile, sia dal punto di vista della sceneggiatura sia dal punto di vista della recitazione, è quello della protagonista, che lei si è cucita addosso: una donna così insopportabilmente nevrotica e smorfiosa da rendere poco plausibile che un uomo possa spasimare per lei. Peccato. L'idea di raccontare le difficoltà della convivenza uomo donna era carina, l'ambientazione a Parigi e l'atmosfera alla Woody Allen pure, la coppia formata dall'amica e dal marito di lei, psichiatra di poche incisive parole, è divertente e azzeccata. Laura Morante per me resta la Bianca di Nanni Moretti: questa tipa piena di tic che vede in ogni uomo un maniaco sessuale mi piace molto meno.

1 commento:

Anonimo ha detto...

non la penso cosi