sabato 11 agosto 2012

Il ragazzo che voleva dormire

una carovana di profughi si muove per l'Europa con destinazione ultima la Palestina. Tra loro c'è un diciassettenne soprannominato "il ragazzo del sonno": si addormenta di continuo e gli altri devono sollevarlo di peso per non lasciarlo indietro nei vari spostamenti. Il fatto è che solo dormendo Erwin ritrova la madre e il padre, ricostruisce la propria routine familiare spazzata via dalla deportazione nazista. Con frasi brevi, sintassi semplificata, uno stile ipnotico che rispecchia il contenuto, Aharon Appelfeld racconta prima il lungo viaggio del suo alter ego fino a Napoli, l'addestramento militare e linguistico a cui si sottopone (tutti i ragazzi devono imparare l'ebraico e cambiarsi il nome per adattarsi alla loro nuova identità), lo sbarco nella terra promessa, l'azione di guerra, il ferimento, la lunghissima e travagliata riabilitazione, l'idea di diventare scrittore, riscattando in qualche modo il padre, vittima di continui rifiuti editoriali. Un romanzo di formazione caratterizzato da un immane senso di perdita ma anche da un'impressionante forza di volontà.

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