giovedì 23 agosto 2012

Inseparabili

se dovessi scegliere un aggettivo per definire Inseparabili, il libro di Alessandro Piperno che chiude la trilogia cominciata con Con le peggiori intenzioni e proseguita con Persecuzione, sceglierei rancoroso. Piperno prova ed esprime rancore per la borghesia ebraica romana tra cui e' cresciuto, per i suoi lussi, i suoi rituali mondani, le sue manie, ma soprattutto Piperno prova rancore per le donne. In Persecuzione, le due esemplari di sesso femminile che interagiscono con il protagonista ne causano la devastazione e la morte (la ragazzina del figlio inventandosi che Leo l'ha molestata e la moglie di Leo accettandone l'esilio volontario in cantina e l'autoannullamento). Qui e' tutto un pullulare di pazze con problemi sessuali (Anna l'attricetta anoressica che sposa Filippo, il maggiore dei due fratelli al centro di Inseparabili, gli nega periodicamente il sesso; Silvia vuole con tutte le forze sposare l'altro fratello, Samuele, che non prova attrazione per lei; Ludovica incontra Samuele per masturbarsi e a parlare di masturbazione). Non contento di offrire la ribalta a queste tre, Piperno nel secondo capitolo si lancia in una lunga descrizione della depravazione delle ragazze italiane a Londra, impegnate addirittura in una gara a chi fa piu' pompini il sabato sera (e poi pronte a recitare la parte di buone madri di famiglia, una volta tornate in patria). Immaginando Filippo gratificato dall'insperato successo del suo cartone animato a Cannes e da una fama che ricalca quella di Roberto Saviano, Piperno non puo' che descriverlo alle prese con migliaia di groupies impazzite che fanno la coda davanti al suo letto. Insomma. Dei due contendenti al premio strega, uno, Trevi ce l'ha con una singola donna, Laura Betti; l'altro, Piperno l'ha superato prendendosela praticamente con tutte.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E benche' si trombi molto ci si annoia parecchio. Con il risultato che poi crescono generazioni che si chiudono le orecchie quando gli si parla di sesso

jo_march ha detto...

Io ho sempre trovato Piperno sopravvalutato. Ogi tanto ho letto che sarebbe sulla scia dei grandi scrittori ebrei tipo Roth, ma ho la netta impressione che l'unico a crederci sia Piperno stesso. A parte la misoginia e l'ossessione per il sesso, Roth sta a Pip come Christopher Marlowe a Topolino, imho