mercoledì 8 agosto 2012

L'amore in un clima freddo

"Era una di quelle persone alle quali si può pensare solo in relazione all'aspetto, che nel suo caso rimaneva invariato, indipendentemente dagli abiti, dall'età, dalle circostanze e perfino dalla salute": Polly è nata bellissima e tale rimane crescendo. Suo padre, Lord Montdore, la "quintessenza del nobiluomo inglese", è un uomo puramente decorativo; sua madre, una peste. Quando i Montdore tornano dall'India, dove lui è stato viceré, si dà per scontato che Polly farà un matrimonio da favola. I giovani che le ronzano attorno però si ritirano presto, scoraggiati dalla sua indifferenza. Alla morte della zia, Polly stupirà tutti, sposandone il marito, Boy Dougdale, soprannominato da Fanny, la narratrice, e dalle sue impertinenti cugine, l'Oratore Osceno, per la sua tendenza a tenere lunghe conferenze noiose e a molestare le ragazzine con pizzicotti e palpeggiamenti di nascosto dai genitori. Il ritratto che Nancy Mitford fornisce nel 1949 dell'alta società inglese non potrebbe essere più divertente e spietato. In un clima di pettegolezzo perenne si svolgono balli, si scambiano visite, ci si fidanza, ci si sposa, si costruiscono fortune, si perde tutto. Le ragazze devono solo trovare marito (la peggior minaccia rivolta loro dai genitori, è ti faccio studiare), la conversazione è edulcorata, la trasgressione consentita solo entro certi binari. Polly si pentirà della sua infatuazione per Boy e odierà l'"estero", in cui dovrà autoesiliarsi con il marito dopo essere stata diseredata dai suoi, ma al suo ritorno in patria riuscirà a consolarsi. Sua madre, delusa da lei nelle sue aspettative, troverà in Cedric, l'eccentrico erede della magione avita, una nuova ragione di vita, nonché un gran cerimoniere e un ispiratore di stile. Un romanzo ricco di humour e per nulla segnato dal passare del tempo.

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