sabato 25 agosto 2012

La famiglia Fang

genitori molto uniti tra loro per i figli possono costituire un problema peggiore dei genitori con divergenze. Soprattutto se ad accumunarli e' la passione per l'arte estrema intesa come eventi che disturbano la quiete pubblica e se i figli sono da loro coinvolti nella messa in scena di cui di volta in volta ignorano il copione. Annie e Buster Fang crescono cosi', sempre all'erta, pronti a scappare dal luogo del delitto, che sia un centro commerciale in cui la madre si finge grossolanamente cleptomane o un teatro dove il ragazzino si deve esibire travestito da aspirante miss. Nella Famiglia Fang Kevin Wilson ci presenta Annie e Buster adulti, alle prese l'una con la carriera di attrice e le bizze di registi e colleghi, l'altro con le alterne fortune della sua attivita' di scrittore, e alterna questi capitoli con flash back sulla loro atipica infanzia. Entrambi in crisi profonda A e B, come ancora li chiamano i loro genitori, tornano a casa, ma solo per vedere sparire nel nulla padre e madre. Sono morti, come crede la polizia, che ha trovato tracce del loro sangue in una stazione di servizio dove sono avvenuti altri delitti? Si tratta della loro ultima trovata, come credono i loro figli? Il libro si legge d'un fiato: e' divertente, brillante, mette alla berlina il mondo dell'arte, quello del cinema e dell'università, ma soprattutto l'istituzione familiare. I Fang sono estremi, ma a suo modo ogni famiglia lo e', e fa danni; si puo' solo tenerlo presente e cercare, per quanto si puo', di diminuirne la portata.

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