martedì 14 agosto 2012

nel parco marino

per soddisfare il bisogno di muovermi, mi sono fatta lasciare dal figlio a uno scoglio e da lì sono tornata in barca nuotando. Ero lontana lontana e a preoccuparmi era il blu cupo dell'acqua. Immaginavo grossi pesci affamati sotto di me e cercavo di andare veloce. Quando della barca ho cominciato a vedere i due occupanti, mi sono rilassata e ho cominciato a godermi lo scenario circostante. Siamo nel parco naturale di Scandola. Alte rocce rosse bucate che ti sovrastano con mille facce deformi come mostri di Goya. Alberelli spiaccicati dal vento che, quando soffia, qui deve essere forte. A bordo ho fatto due partite a scopa con il figlio: non giocavo da secoli e senza volerlo l'ho battuto due volte, aggiudicandomi tutto il punteggio. Mi manca la figlia, mi sa che si è già stufata della sua autonomia.

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