mercoledì 15 agosto 2012

notte nel canale

che a Saint Florent non fosse possibile prenotare all'ultimo momento ce l'avevano detto e ribadito via radio e via telefono. Ci siamo quindi mossi presto per trovare riparo nella baia che la vecchia guida della Corsica suggeriva come approdo sicuro. Abbiamo trovato un canale di fronte a una villa coperta da alberi. All'imbocco un'imbarcazione grigia, spettrale che pareva abbandonata da sempre. Lì per lì non ci abbiamo fatto caso, c'erano anche tre motoscafi pieni di bambini schiamazzanti, una coppia in gommone, una barca a vela ancorata a due boe. Quando è calato il sole sono andati via tutti. La pasta al pesto cucinata in barca ha fatto venire al figlio una gran tristezza e si è sfogato producendosi in un'imitazione della sorella nei suoi momenti peggiori, voglio il motorino, voglio il motorino, voglio il motorino. Cresceva l'umidità e ci siamo ritirati sotto coperta. Alle nove e mezza era buio pesto. Mi sono addormentata e poi risvegliata. Ho cominciato a pensare che qualcuno poteva averci adocchiato dalla collina e poteva salire a bordo per rapinarci e farci del male. Non so se m'inquietavano di più la barca grigia, la villa misteriosa o le macchine parcheggiate sul monte. Ho pensato al coltellaccio che ci aveva regalato Domenico l'ultima sera alla Maddalena: mi ero chiesta se non fosse troppo grosso e pericoloso; magari aveva voluto fornirci un'arma di difesa, ma dov'era finito? Sentendo il marito russare accanto a me, ho maledetto le mie troppe letture: a lui quello scenario ispirava un gran sonno, non vedeva come me pericoli indefinibili in agguato. Un silenzio come quello di stanotte non lo auguro a nessuno. È passato. Stamattina il canale era quasi ridente e poco distante da noi c'era un gommone con sopra una tenda. Mi avrebbe confortato sapere che altri dormivano lì. Il figlio ha fatto colazione e poi ha ripreso a dormire. Siamo partiti con destinazione Capraia.

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