venerdì 10 agosto 2012

perché la lascio partire

due settimane di vacanze con i genitori d'estate, soprattutto in posti belli come la Sardegna e la Corsica, non dovrebbero essere un gran sacrificio per una non ancora diciassettenne. Ma lei detesta la barca, la scomodità, la solitudine; è stata benissimo questi giorni perché c'erano i cugini, perché dormiva da loro, da domani la figlia sarebbe in nostra balia. Le abbiamo comprato un biglietto e all'idea di affrontare il viaggio di ritorno da sola in aereo sprizza gioia da tutti i pori. Maddalena, che è della scuola dei genitori tempranti (com'era mamma: ma usciti dalla guerra era normale essere così, oggi un po' meno) è contrarissima, lei ancora ai figli vorrebbe imporre i propri desideri e quando non ci riesce lo considera uno smacco personale. Io non tempro nessuno, non m'impongo, cerco di farli crescere nella direzione in cui vogliono loro, limitando i danni se questa mi pare scorretta. Da me non imparano a soffrire; la noia, le contrarietà sono in agguato comunque, infliggerle in nome della famiglia unita non mi pare proficuo. Quest'estate le ho dato piena fiducia: è stata a Nizza a studiare, a Ponza a fare bagordi. È più serena, più matura, più piacevole da avere intorno. Il fratello non è contento di restare da solo con noi, meglio una sorellaccia che niente; tra qualche giorno sbarcheremo comunque.

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