venerdì 3 agosto 2012

Stupore e tremori

era l'ultimo dei volumetti autobiografici di Amélie Nothomb che mi restava da leggere e, siccome Giulia dice che i suoi libri non autobiografici non sono granché e del giudizio letterario di Giulia mi fido ciecamente, per un po' non ci sarà Amélie tra le mie letture. Stupori e tremori però è molto divertente e molto istruttivo: anche se a essere messo alla berlina è il mondo aziendale giapponese, chiunque lavori in una grossa azienda a carattere piramidale può riconoscere i meccanismi folli che vigono in posti del genere. Sai fare una cosa? Ti mettono a fare la cosa opposta, quella che più ti confonde, quella in cui rendi di meno. Mantieni la tua dignità? Non t'ingrazi i potenti? Non pietisci? Come minimo ti ritrovi a pulire i cessi (qui Amélie, assunta per un anno con l'incarico iniziale di traduttrice, finisce proprio a rifornire di carta igienica i bagni). Indimenticabile il ritratto della sua bellissima e spietatissima capa, la donna con meno senso dell'humour mai venuta al mondo.

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