mercoledì 26 settembre 2012

Il caso Enzo Tortora

di film su Enzo Tortora ce n'era gia' uno: Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro da un soggetto della figlia di Tortora Silvia. La rai ha deciso di tornare sull'argomento con una miniserie diretta e interpretata da Ricky Tognazzi. Io la storia di Tortora me la ricordo bene. Piero Angela, che era un suo amico carissimo, abitava al piano sopra di noi e, molto legato ai miei genitori, li aveva messi a parte del suo sdegno per le falsissime imputazioni che avevano condotto in carcere il conduttore della trasmissione Portobello. Il film scritto da Giancarlo De Cataldo, Monica Zapelli e Simona Izzo ricostruisce nei dettagli l'errore giudiziario commesso da magistrati incauti e malati di protagonismo: basto' leggere male il nome Enzo Tortona su un'agenda di un camorrista per esporre Tortora alla gogna mediatica e sbatterlo in prigione. Ci stette sette mesi: troppi per un innocente e troppi per la sua salute. Eletto al parlamento europeo nelle liste dei radicali, rinuncio' all'immunita' parlamentare: voleva arrivare al piu' presto alla revisione del processo di primo grado e non voleva sottrarsi alla sentenza. Cinque anni dopo l'arresto, quando mori' di tumore al polmone, era stato disciolto da ogni accusa. Con il suo nasone Ricky Tognazzi e' la caricatura di Tortora, anche se un po' compensa con una recitazione misurata. Carlotta Natoli, che mi piace molto, fa sua sorella Anna; Bianca Guaccero e' un'incongrua Francesca, compagna sexy, ma di buona indole osteggiata dalle figlie. E' sempre difficile raccontare fatti vicini, riprodurre sullo schermo personaggi che la gente conosce. Dal film emerge la figura di un eroe civile (si batte' per migliorare la condizione dei carcerati); a me rimane la curiosità riguardo a uno uomo colto e raffinato che in tv diventava straordinariamente mellifluo.

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