sabato 8 settembre 2012

Il fondamentalista riluttante

il momento clou del romanzo Il fondamentalista riluttante è quello in cui si descrive la reazione del protagonista, il giovane consulente di origine pachistana Changez, di fronte all'attacco alle Torri gemelle: sulle sue labbra compare un sorriso, "qualcuno aveva messo in ginocchio gli Stati Uniti". Fino ad allora Changez aveva fatto di tutto per sentirsi americano: laurea con il massimo dei voti a Princeton, ingresso in una prestigiosa società di consulenza, ottime prospettive di carriera. Dentro di sé Changez conservava il disagio dell'emigrante, del diverso, del camuffato. L'attentato porta alla luce tutte le contraddizioni del modello americano di accoglienza: vai bene se rinneghi il paese in cui sei nato disinteressandoti del suo destino, se continui a sforzarti di eccellere, se non ti interroghi sull'eticità del tuo lavoro. Il libro è immaginato come un lungo monologo: è Changez, tornato in Pakistan, che offre da bere e da mangiare a un americano e gli racconta la sua storia. Anche sul piano privato Changez ha fallito: Erica, la ragazza di cui era innamorato, non è riuscita a superare con lui il dolore per la morte del fidanzato Chris e alla fine ha scelto di non vederlo più. È un romanzo così lucido che faccio fatica a immaginarne la versione cinematografica di Mira Nair: l'autrice di film colorati e chiassosi sarà stata capace di conservare la cupezza e la carica eversiva di questo racconto?

1 commento:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie