domenica 30 settembre 2012

Lo scrivano di Bombay


dal suo ufficio di scrivano Mohan osserva senza stancarsi i suoni, i colori, gli odori di Bombay. Il suo lavoro e’ farsi dettare lettere; il suo sogno era quello di studiare e diventare scrittore.  La morte improvvisa di suo padre lo ha costretto a trovarsi un impiego, l’unica cosa che ha scelto e’ stata  di sposarsi presto, e dopo tanti anni ama ancora appassionatamente la moglie Lakshsimi, di cui pero’ non capisce i rovelli. I figli sono cresciuti e vivono lontano. Ashish, un giovane nipote che deve ripetere l’ultimo anno di college dopo essere stato bocciato, va a passare un anno da loro. Anjali Joseph racconta l’incontro tra questi tre personaggi: Ashish, tutto preso dalla scoperta di se’ e della sua identita’ sessuale (dopo una breve relazione con un compagno di scuola, s’innamora di un professore); Mohan, che grazie all’incoraggiamento del nipote si mette finalmente a scrivere; Lakshsimi che prima si affeziona al ragazzo, poi per un certo periodo si allontana da casa per assistere un parente malato e prendersi una pausa dalla routine. Alla trentaquattrenne Joseph riesce un piccolo miracolo, la sua e’ una storia molto indiana e molto universale: il lettore (la lettrice) si sente trasportato dall’altra parte del mondo e si riconosce nelle sensazioni e nelle emozioni narrate.

Nessun commento: