giovedì 6 settembre 2012

Monsieur Lazhar


Simon e Alice frequentano la sesta a Montréal. Sono due ragazzini svegli, si capiscono al volo. Andando a prendere i cartoni con il latte per i compagni, Simon trova la porta della classe chiusa a chiave. Sbircia dentro e vede che l’insegnante Martine si e’ impiccata li’ dentro. Da’ l’allarme, ma Alice fa in tempo ad avere la sua stessa visione. La classe sbanda, scoppiano crisi, non si trova chi prenda il posto della maestra. La preside, disperata, accetta l’offerta di Bachir Lazhar, un signore algerino che le offre i suoi servigi, senza badare a graduatorie e curriculum. Bachir ha il dono di saper ascoltare i bambini: grazie a lui il trauma viene superato. Mi e’ piaciuto molto il modo in cui il giovane regista e sceneggiatore Philippe Falardeau racconta il dramma di Simon, che teme di essere stato la causa dell’impiccagione, cosi’ come mi e’ parso molto realistico il quadro che viene offerto della vita scolastica, delle relazioni tra alunni e docenti, tra docenti e preside e tra docenti e genitori. A convincermi meno nel film e’ la storia del tragico passato di Bachir: mi e’ parsa un po’ posticcia, un po’ ingombrante, per sentire la sofferenza degli altri non e’ necessario aver patito un dolore indicibile. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

monsieur Lazhar, è un film poetico dolce ed insieme struggente con le sue piccole pecche inverosimili, nessun controllo sul suo passato ad esempio da parte della scuola. da consigliare comunque
dario